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La costruzione della
Chiesetta Alpina di Monte Mezza sicuramente merita qualche cenno storico.
Tutto comincia da un voto fatto da giovani soldati cintesi mandati sul fronte
russo durante la 1^ Guerra Mondiale: "Se usciamo da questo inferno costruiremo
una chiesetta votiva a ricordo perenne della grazia ricevuta".
Finita la
guerra e superati i grandi problemi della ripartenza, vari comitati promotori si
sono succeduti nel tempo per la costruzione della chiesetta ma le difficoltà
sembravano insormontabili.
L'ultimo comitato risale al 1974 e sembrava
anch'esso destinato a naufragare. L'intuizione del Gruppo Alpini di Cinte Tesino
è stata di far propria l'iniziativa e con lo slogan che "per gli alpini non
esiste l'impossibile", si tentava di portare a termine un progetto che già in
partenza veniva considerato impossibile da realizzare.
La determinazione e
l'entusiasmo che da sempre contraddistinguono le penne nere hanno fatto il
"miracolo".
Il Gruppo ha ereditato dal precedente comitato la somma di
199.000 lire, il Comune ha messo a disposizione un terreno in località "Crose"
di Monte Mezza, l'ing. Mario Buffa di Pieve Tesino ha donato il progetto e la
ditta Renato Casarotto di Villa Agnedo si è offerta gratuitamente per la
costruzione delle opere murarie. Gli alpini dovevano pensare all'acquisto dei
materiali.
Nel frattempo veniva eletto Capogruppo Cipriano Ceccato (1982) che
ha saputo trasmettere l'entusiasmo senza il quale nessuna opera può essere
portata a termine.
Sono stati raccolti fondi con varie sottoscrizioni, ogni
socio del Gruppo si è autotassato mettendo a disposizione la cifra di 100.000
lire.
I lavori hanno
avuto inizio nel mese di maggio del 1983 e nel mese di agosto dello stesso anno
le strutture esterne erano state ultimate, ora toccava agli alpini portare a
termine i lavori di rifinitura.
Occorrono altri soldi per ultimare i lavori e
quindi si fa affidamento alla generosità della popolazione.
Inoltre il Gruppo
ha in serbo l'organizzazione della Festa Alpina 1984 e con il ricavato della
quale sicuramente si poteva portare a termine l'opera.
Gli alpini hanno
lavorato sodo, dedicando tutto il loro tempo libero e il più delle volte
trascurando anche le famiglie.
Alla fine sono state 2.350 le ore che hanno
dedicato per costruire la chiesetta.
Non va dimenticato che la ditta
Zamberlan di Vicenza ha donato 31 metri quadrati di piastrelle di porfido per la
pavimentazione, che lo scultore cintese Severino Ceccato ha regalato un
pregevole Crocefisso in legno e che il pittore Lorenzo Rubini di Ferrara ha
realizzato un dipinto dove in primo piano è stato posto un soldato ferito
mortalmente sorretto da un commilitone, sullo sfondo si intravvede una lunga
fila di alpini che scalano la montagna innevata.
Un particolare carico di
significato è rappresentato dalla mano tesa del soldato morente che indica
Cristo crocefisso della scultura in legno di Severino Ceccato. Giovanni Ceccato
(Beoro) ha fornito il legname necessario per la costruzione dei serramenti,
realizzati da Osvino Busana e Alfredo Buffa.
È doveroso ricordare i
componenti del direttivo che ha portato a termine i lavori: Cipriano Ceccato,
Capogruppo; Romedio Guzzo, Vice capogruppo; Silvano Pace, Segretario; Tiziano
Lunardi, cassiere; Augusto Biasion, Mario Biasion, Bruno Biasion e Fausto
Ceccato consiglieri, unitamente a tutti coloro che hanno realizzato ciò che è
considerato un piccolo miracolo.
Il giorno di Ferragosto del 1985 finalmente
la Chiesetta Alpina veniva inaugurata con una S. Messa celebrata dal
concittadino don Tullio Buffa.
In concomitanza con l'inaugurazione si
celebrava il 25° anniversario di fondazione del Gruppo.
È stata una bella
festa, come al solito con grande partecipazione popolare e con la presenza di
tanti Gagliardetti, con le autorità civili e militari e i dirigenti nazionali e
sezionali a fare da contorno ai due avvenimenti celebrati nella giornata.
Oggi la Chiesetta Alpina è una splendida realtà inserita in un contesto naturale
di una bellezza straordinaria.
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